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Schweizerische Vereinigung der Weinfreunde

(ANAV)

 

Diverse colorazioni

Una serata con Urs Zimmermann

Esistono personalità capaci di marcare profondamente il tessuto culturale e turistico di una regione, trasformando la propria professione in una forma d'arte conviviale. Nel Locarnese, uno di questi nomi è indubbiamente Urs Zimmermann.

Storico direttore dell’Hotel Esplanade di Minusio, Urs Zimmermann ha segnato la storia dell'accoglienza regionale guidando con successo anche altre prestigiose strutture come l'Hotel Dellavalle e il Grand Hotel di Locarno, distinguendosi ovunque per uno stile raffinato, un’attenzione maniacale al dettaglio e una cultura enciclopedica.

Oggi, quella stessa passione viene messa a disposizione della nostra associazione. Nella serata di ieri i soci dell’ANAV Locarno hanno avuto il privilegio di partecipare a un evento unico, orchestrato da Zimmermann con quella sapiente miscela di rigore tecnico e spirito goliardico che lo contraddistingue.

Tra Hotellerie e Cavalleria: LAnfitrione
L’evento non poteva che tenersi in una cornice d’eccezione: il Castello ‘Locarnensis’ a Minusio, sede della Schlaraffia. Per Urs, questo luogo rappresenta una seconda casa. Membro storico di questo sodalizio internazionale nato a Praga nel 1859, Zimmermann vi è conosciuto come il Ritter (Cavaliere) G-ast-Rof-In. Qui, tra simboli medievali e il motto In Arte Voluptas, Urs riesce a fondere la sua anima di grande albergatore con quella di fine intellettuale.

Il Presidente dell’ANAV Locarno, Marco Hefti, ha ricordato come l’ingresso di Zimmermann nel comitato rappresenti un salto di qualità per la sezione, capace di offrire ai soci non solo degustazioni, ma vere esperienze narrative.

Il Rosé come scelta di campo
La missione della serata era chiara: riabilitare e celebrare la dignità del vino Rosé. Troppo spesso relegato a un ruolo marginale o stagionale, il rosato è stato presentato da Urs come un prodotto di estrema complessità tecnica e versatilità gastronomica. Con la consueta verve oratoria, Zimmermann ha guidato i presenti attraverso un percorso sensoriale che ha sfidato i pregiudizi, proponendo etichette di assoluto prestigio.

I rosati del territorio (Ticino):

Zimmermann ha scelto tre interpretazioni diverse del Merlot ticinese, vitigno principe della regione:

  • Tre perle di Pedemonte (Hefti, 2025): Prodotto proprio a Verscio, è un vino che punta sulla freschezza e sulla mineralità del terroir delle Terre di Pedemonte.
  • Chiaretta (A. Stevens, 2024): Un rosato di Monteggio (Malcantone) noto per i suoi aromi di fragoline di bosco e note floreali, molto equilibrato e fresco.
  • Rosato Rovere (Brivio, 2023): Un classico di Mendrisio, più strutturato e complesso, che ha ricevuto ottimi punteggi nelle guide specializzate per la sua eleganza.

Le sorprese dall'Italia:

  • Scaia (Famiglia Castagnedi, 2024): Un vino veneto insolito perché prodotto con 100 percento Rondinella, un'uva tipica della Valpolicella che qui regala profumi di rosa e lampone.
  • Nina Rosé (Su’entu, 2025): Dalla Sardegna, un rosato a base di Bovale e Cannonau. È un vino sapido e agrumato, con sentori di pompelmo e crosta di pane.

L'eccellenza francese (Provenza e Rodano):
Qui Urs ha inserito i "pesi massimi" della degustazione.

  • Maïme Rosé (Château Maïme, 2024): Un Côtes de Provence classico, elegante e con una spiccata nota speziata nel finale.
  • Château de Selle (Domaine Ott, 2024): Considerato uno dei migliori rosati al mondo. È setoso, teso, con note di pesca bianca e un finale salino estremamente elegante.
  • Garrus (Château d’Esclans, 2022): È il re dei rosé, con un prezzo che riflette la sua esclusività (oltre 70 franchi). Prodotto da vecchie vigne di Grenache e Vermentino, è un vino di enorme struttura, spesso paragonato ai grandi bianchi di Borgogna.
  • La Dame Rousse (Dom. de la Mordorée, 2019): Un Tavel (l'unica denominazione francese dedicata esclusivamente al rosé). A differenza dei precedenti, è un vino "di corpo", quasi un rosso leggero, perfetto per accompagnare carni bianche o piatti speziati.

Curiosità tecnica: La scelta di includere un Tavel del 2019 la tesi di Zimmermann secondo cui i grandi rosati non devono necessariamente essere bevuti giovanissimi, ma possono evolvere magnificamente nel tempo. Quest’ultimo vino proveniva direttamente dalla sua cantina personale.

Un brindisi al futuro
La serata si è conclusa in un clima di vivace convivialità, lasciando ai soci la consapevolezza che il mondo del vino necessita di interpreti come Urs: uomini capaci di unire la conoscenza profonda del terroir a una visione del turismo e della cultura mai banale. Grazie a lui, la sezione di Locarno continua a essere un punto di riferimento per chi, oltre al vino, ama l’amicizia e il piacere della scoperta.

Ivo Garobbio

Locarno 160426 Urs Zimmermann mostra il suo rosé preferito

Urs Zimmermann mostra il suo rosé preferito