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Schweizerische Vereinigung der Weinfreunde

(ANAV)

 

Tour in Toscana

Recentemente abbiamo avuto il piacere di effettuare un tour virtuale in Toscana presso l’enoteca Vini Borgovecchio S.A. di Balerna. Nove fantastici vini provenienti da diverse regioni toscane sono stati presentati con maestrìa da Francesco Tettamanti.

La Toscana non è semplicemente una regione vinicola; è un archetipo mondiale del vino. È il luogo dove la tradizione medievale incontra l'innovazione enologica, il tutto incorniciato da uno dei paesaggi più iconici al mondo.

Il Territorio: la ‘culla’ della vite
La geografia toscana sembra disegnata apposta per la vite. Circa il 68 percento del territorio è collinare, una condizione perfetta per la viticoltura di qualità perché garantisce esposizione solare e drenaggio.
Il clima è estremamente variegato. Si va dal clima mediterraneo e ventilato della costa (Maremma, Bolgheri), che favorisce maturazioni potenti e piene, al clima continentale dell'entroterra (Chianti, Montalcino), con forti escursioni termiche che sviluppano l'acidità e i profumi eleganti.
Due tipologie di terreno sono fondamentali per capire i grandi vini toscani:
Il Galestro è un'argilla scistosa e friabile che garantisce ottimo drenaggio. È il segreto dell'eleganza del Chianti Classico.
L’Alberese una roccia calcarea dura e bianca, che conferisce struttura e longevità ai vini.

Dagli Etruschi ai Super Tuscan
La storia del vino in Toscana si può dividere in quattro fasi chiave:

  1. L'Epoca Etrusca: Furono i primi a ‘addomesticare’ la vite in questa zona, facendola arrampicare su alberi vivi (vite maritata), una pratica rimasta fino a pochi decenni fa.
  2. Il Bando di Cosimo III (1716): Una data fondamentale. Il Granduca di Toscana delimitò per la prima volta i confini di produzione di Chianti, Pomino, Carmignano e Val d'Arno. È considerato il primo esempio di Denominazione di Origine al mondo.
  3. La Formula di Ricasoli (XIX sec): Il Barone Bettino Ricasoli codificò la ‘ricetta’ del Chianti, stabilendo il predominio del Sangiovese miscelato con Canaiolo e Malvasia.
  4. La Rivoluzione (Anni '70): Nascono i Super Tuscan. Produttori ribelli (come Antinori e Incisa della Rocchetta) iniziano a usare vitigni francesi (Cabernet, Merlot) e barriques nuove, uscendo dai disciplinari rigidi dell'epoca per creare vini di qualità superiore (come Tignanello e Sassicaia).

Ampelografia: I Vitigni protagonisti
In Toscana convivono anime autoctone e internazionali. Il Sangiovese è l'anima della Toscana. Occupa la maggior parte della superficie vitata. È un'uva difficile, che muta in base al terreno (è sensibile al terroir).
Le caratteristiche sono un’alta acidità, tannino vibrante, note di ciliegia, violetta, terra e, con l'invecchiamento, cuoio e tabacco.
I cloni famosi a Montalcino si chiamano Brunello (o Sangiovese Grosso); a Montepulciano si chiama Prugnolo Gentile.
Tuttavia altri vini autoctoni a bacca rossa sono spesso usati in blend con il Sangiovese per ammorbidirlo o dargli colore:

  • Canaiolo: dona morbidezza e profumi floreali.
  • Colorino: come dice il nome, serve per intensificare il colore.
  • Ciliegiolo: coltivato soprattutto in Maremma, dà vini fruttati e freschi.

La Toscana è terra di rossi, ma i bianchi hanno una loro storia.
Vernaccia di San Gimignano: Il bianco storico per eccellenza, minerale e sapido.
Trebbiano Toscano e Malvasia: Usati per vini semplici ma fondamentali per il Vin Santo, il passito tradizionale invecchiato in piccoli caratelli.
Vermentino: Il re della costa toscana, sapido e solare.
I Vitigni internazionali sono Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot e Syrah hanno trovato a Bolgheri e nella costa toscana una seconda casa, creando vini che rivaleggiano con i grandi Bordeaux.

Le Grandi Denominazioni toscane

  • Brunello di Montalcino DOCG: Il gigante. 100 percento Sangiovese Grosso. Deve invecchiare almeno cinque anni (sei per la Riserva) prima di uscire. È un vino potente, longevo, strutturato.
  • Vino Nobile di Montepulciano DOCG: Prodotto con Prugnolo Gentile (minimo 70 percento). Storicamente definito ‘Nobile’ perché destinato alle tavole aristocratiche. È il ‘fratello di mezzo’ tra l'eleganza del Chianti e la potenza del Brunello.
  • Bolgheri DOC: La patria dei tagli bordolesi (Cabernet/Merlot). Qui nasce il Sassicaia (che ha una sua DOC specifica: Bolgheri Sassicaia). Vini opulenti, morbidi, internazionali.
  • Maremma Toscana: Zona selvaggia ed emergente. Qui il Morellino di Scansano DOCG (base Sangiovese) offre una versione più fruttata, calda e pronta da bere rispetto ai cugini dell'interno.
  • Vernaccia di San Gimignano DOCG: L'unica grande DOCG bianca toscana. Coltivata a San Gimignano, è un vino antico, citato persino da Dante Alighieri.

La Toscana rappresenta l'equilibrio perfetto tra la memoria contadina e l'imprenditoria di lusso. Non è un territorio monolitico: bere un Chianti Classico di Radda (pietroso, fresco, verticale) è un'esperienza diametralmente opposta al bere un Merlot di Bolgheri (morbido, caldo, mediterraneo) o un Brunello (austero, tannico).
Ciò che unisce tutto è il concetto di bellezza paesaggistica che si riflette nel calice: vini che non cercano solo la potenza, ma soprattutto l'eleganza e la capacità di invecchiare con grazia.

Al termine della bella serata, per lo scambio degli auguri, non poteva certo mancare il panettone artigianale della Bottega del Fornaio di Mendrisio, accompagnato con un ottimo Moscato d’Asti DOCG 2024 Bio, Bombo, produttore Baldi di Furio, Castiglione d’Asti.

Ivo Garobbio


I vini degustati

  • Vermentino Maremma toscana DOC 2004 BIO, La Selva, Orbetello
  • Vernaccia di San Giminiano DOCG 2023 BIO, Fattoria San Donato, San Giminiano
  • Morellino di Scansano DOCG 2023 BIO, La Selva, Orbetello
  • Governo all’uso toscano rosso IGT 2024, San Leonino, Castellina in Chianti
  • Santa Caterina Nobile di Montepulciano DOCG 2021 BIO, Tenuta Tre Rose, Montepulciano
  • Chianti Classico DOCG BIO 2022, Brancaia, Radda in Chianti
  • Il Superbo Bolgheri rosso superiore DOC 2022, Podere Sette, Castagneto Carducci
  • Ilatraia Rosso Toscana IGT BIO 2021, Brancaia, Radda in Chianti
  • Vigna del Lago Brunello di Montalcino DOCG 2018, Val di Suga, Montalcino