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Schweizerische Vereinigung der Weinfreunde

(ANAV)

 

La guida Gino Fontana

Un viaggio sensoriale a Mezzana

Il fascino del vino non risiede solo nel bicchiere, ma anche nella sua capacità di raccontare storie di regioni, persone e tradizioni secolari. I membri dell’associazione «ANAV Mendrisiotto» hanno vissuto una serata indimenticabile, che rimarrà a lungo nei loro ricordi, nella suggestiva cornice dell’Istituto agrario di Mezzana.

Sotto la guida sapiente e carismatica di Gino Fontana, una trentina di partecipanti entusiasti si sono dati appuntamento per esplorare ‘I Grandi Bianchi d’Europa’, un percorso curato nei minimi dettagli che ha attraversato le latitudini del gusto.

Tra freschezza e tradizione
La serata è iniziata con la vibrante tensione di un Riesling Trocken 2024 firmato Fritz Haag. Proveniente dalla Mosella, dal celebre vigneto Juffer Sonnenuhr in Germania, questo vino ha immediatamente stabilito uno standard elevatissimo: dodici gradi di pura eleganza minerale, un biglietto da visita tagliente e raffinato. A seguire, il ritorno a casa con un omaggio alla tradizione svizzera: lo Chasselas 2023 ‘Chemin de Fer’ di L. Massy. Un vino che ha saputo stupire per la sua struttura e la capacità di nobilitare un vitigno troppo spesso sottovalutato, portando nel calice tutta la sapidità del terroir vodese.

Esplorazioni mediterranee
Il viaggio è proseguito verso sud, approdando nel Douro con il Viosinho 2021 di Quinta Do Noval. Questo bianco portoghese ha rappresentato una delle sorprese più gradite della serata, mostrando una complessità aromatica particolare. Non da meno è stato l’Albariño 2020 di Pazo Barrantes, espressione purissima delle Rias Baixas spagnole: 13,5 gradi di avvolgenza, dove la nota salina tipica dell’Atlantico si è fusa armoniosamente con un frutto maturo e persistente.

Due volti del Sauvignon Blanc
Uno dei momenti più stimolanti è stato il confronto diretto tra due interpretazioni di Sauvignon Blanc, entrambe dell'annata 2023. Da un lato, l’eccellenza altoatesina con il ‘Lafoa’ di Colterenzio, un vino che non ha bisogno di presentazioni per la sua potenza e precisione stilistica. Dall'altro, l’orgoglio locale: il ‘Novi dal Drumpa’ di Mauro Ortelli (nostro storico membro di comitato e cassiere). Il confronto ha evidenziato come il Ticino sappia ormai giocare a armi pari con le grandi denominazioni internazionali, offrendo una versione del Sauvignon Blanc profonda, territoriale e di grande carattere.

Il gran finale: il prestigio francese
Per concludere in bellezza, Gino Fontana ha guidato la platea verso le icone della viticoltura francese. La Loira è stata magistralmente rappresentata dalla Coulée de Serrant di Nicola Joly (2023). Uno Chenin Blanc monumentale, figlio della biodinamica, capace di sfidare i sensi con la sua stratificazione aromatica quasi mistica. Infine, il sipario è calato sulla Borgogna con lo Chassagne Montrachet di Joseph Drouhin (2022). Uno Chardonnay di suprema finezza, qui si parla di equilibrio tra eleganza, corpo e quella tipica nota burrosa e minerale della Borgogna, è difficile trovare rivali, perfetta la liaison tra legno e frutto, con una persistenza infinita.

Un successo di comunità
Oltre alla qualità indiscussa dei vini, il vero successo della serata è stato il clima di conviviale apprendimento. I trenta partecipanti hanno interagito con Gino, scambiandosi impressioni e riflessioni in un'atmosfera rilassata. L’Istituto di Mezzana si conferma ancora una volta il tempio ideale per la cultura del vino nel Mendrisiotto, un luogo dove la didattica incontra il piacere della condivisione.

Un ringraziamento speciale va a Gino Fontana per la generosità nel trasmettere la sua passione ed a tutto il comitato dell’Associazione per l’ottima organizzazione. In attesa del prossimo incontro, ci portiamo nel cuore e nel palato la consapevolezza che il vino, quando è grande, è un linguaggio universale che unisce l'Europa intera.

Ivo Garobbio

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La selezioni di Gino