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Associazione Nazionale degli Amici del Vino

(ANAV)

 

Charlotte Pauk, Redattrice, qui come finalista della Coupe ANAV 2026

Care amiche e cari amici del vino,

La Coupe ANAV, l’Assemblea dei delegati di Berneck, il ricco programma collaterale e la cena di gala del 2026 sono ormai alle nostre spalle. È stata una giornata davvero riuscita: piacevole per gli incontri e gli scambi tra appassionate e appassionati del vino, ricca di spunti e di soddisfazioni grazie a un programma impeccabilmente organizzato dalla sezione Gallus.

In una giornata caratterizzata da temperature estive particolarmente elevate, bere non significava soltanto degustare gli ottimi vini della regione, ma anche ricordarsi di accompagnare ogni calice con abbondante acqua. Un piccolo accorgimento che ha contribuito a rendere ancora più piacevole un evento perfettamente riuscito.

In queste settimane, tuttavia, il tema che anima maggiormente il dibattito nel settore vitivinicolo è il progetto della nuova ordinanza sui contingenti d’importazione del vino, posto in consultazione fino a metà giugno. La proposta prevede che, in futuro, potranno importare vini esteri soltanto coloro che acquistano e vinificano anche uve svizzere. Il volume delle importazioni autorizzate dipenderà dalla quantità di uve svizzere acquistate e trasformate. L’intento della Confederazione è quello di rafforzare la commercializzazione dei vini svizzeri.

Qualche dato aiuta a comprendere meglio la portata della proposta. Attualmente la Confederazione mette a disposizione un contingente doganale di 170 milioni di litri di vino. All’interno di questo contingente il dazio ammonta a 50 franchi per 100 chilogrammi di vino, sia bianco sia rosso. Al di fuori del contingente, invece, i dazi aumentano sensibilmente, raggiungendo i tre franchi per il vino bianco e i 2,45 franchi per quello rosso. Nel 2025 sono stati importati 126 milioni di litri di vino, vale a dire ben al di sotto del contingente disponibile. Oggi i contingenti sono assegnati a circa 2.100 persone e aziende; con la nuova ordinanza i beneficiari si ridurrebbero a circa 500.

Quali sarebbero le conseguenze per i consumatori e, naturalmente, per noi amiche e amici del vino? Con ogni probabilità assisteremmo a un aumento dei prezzi dei vini esteri e, nello stesso tempo, a una sensibile riduzione della scelta disponibile sugli scaffali. Trovare una specialità straniera o un vino di nicchia diventerebbe probabilmente molto più difficile.

Va ricordato che un sistema di contingentamento più rigoroso era già in vigore fino al 2001. La sua abolizione ha favorito, tra l’altro, un incremento delle importazioni di vino bianco, ma ha anche contribuito a stimolare un costante miglioramento qualitativo della viticoltura svizzera. I dati più recenti sembrano confermare questa evoluzione: nel 2025 il consumo complessivo di vino in Svizzera è diminuito del 3,3% rispetto all’anno precedente, mentre il consumo di vini svizzeri è cresciuto del 2,3%.

Di fronte a questi numeri, una domanda sorge spontanea: è davvero necessario proteggere ulteriormente il vino svizzero attraverso contingenti d’importazione? Non sarebbe invece più opportuno continuare a investire nella qualità, nell’innovazione e nella formazione delle viticoltrici e dei viticoltori di tutte le regioni del Paese?